FOOD FOR FOREST

SELVIPASTORIZIA RIGENERATIVA; IL CIBO NUTRE LA FORESTA

L’associazione Cornalin al fine di ripristinare e migliorare la funzionalità ecologica ed economica dei boschi conferiti ha fin dalla sua nascita indagato l’opportunità del pascolo in bosco come sistema di controllo delle componenti forestali in grado di influenzare negativamente l’equilibrio del bosco con particolare riferimento alla vegetazione arbustiva invasiva in grado di compromettere la naturale rigenerazione del bosco e alla vegetazione alloctona ed infestante (la vite americana e in certa misura l’edera e la robinia)

Vi proponiamo qui di seguito una sintesi del progetto Food For Forest, progetto di cui l’associazione è capofila. Si tratta di un progetto di cooperazione quindi riunisce una varietà di parter piuttosto eterogenea e complessa ognuno dei quali è portatore di interessi e competenze specifiche.

Il progetto è stato redatto nel 2017, finanziato a novembre del 2018 e si concluderà alla fine del 2020.

I partner e i rispettivi ruoli ( riportati nell’immagine qui sotto) hanno individuato obiettivi di seguito elencati:

  • ripristinare l’accessibilità e la funzionalità biologica dei boschi collinari aumentandone le capacità produttive e di resilienza ai cambiamenti climatici grazie anche al controllo di specie invasive, quali la vite americana (Vitis labrusca), rovo (Rubus ulmifolius), edera (Hedera helix), clematis
  • sperimentare il pascolo suino in bosco attuando un attento monitoraggio degli effetti per valutarne l’efficacia nel sostituire interventi di ripulitura e sgombero di difficile e costosa applicazione da parte dalle imprese forestali diminuendo al contempo le emissioni di gas serra tramite diminuzione dei consumi di fonti energetiche non rinnovabili legate all’uso di macchine per la pulizia del sottobosco

Obbiettivi complementari, ma non meno importanti, sono i seguenti:

  • consolidamento e diffusione dello strumento dell’associazione fondiaria come soluzione per il superamento della ” patologia fondiaria”;
  • favorire la cooperazione tra piccole imprese forestali e agrozootecniche migliorando l’efficienza e la sostenibilità complessiva dei sistemi produttivi collinari;
  • fornire manuali operativi per un’effettiva integrazione della gestione pastorale con quella selvicolturale diffondendo buone pratiche di gestione ecologicamente sostenibile del bosco collinare;
  • facilitare l’individuazione di individui e gruppi di latifoglie di pregio (selvicoltura ad albero) al fine di aumentare la produttività dei boschi collinari (collegamento con il progetto Newsetta).
  • tutelare e valorizzare il patrimonio forestale come parte integrante del paesaggio bio-culturale delle colline torinesi e del Monferrato (riconoscimenti Unesco).

descrizione del progetto:

La proposta progettuale consiste nella sperimentazione dell’impiego del pascolamento suino in bosco al servizio dell’attività selvicolturale.

Dopo una fase di studio preliminare, funzionale alla stesura del piano silvopastorale pilota, si avvierà la sperimentazione del pascolo con l’azienda agricola Parva Domus, che attualmente già pratica il pascolamento suino in bosco su terreni di sua proprietà.

Si sperimenterà il pascolamento, in accordo col piano precedentemente predisposto, in aree boschive a diversa densità di copertura e diversa composizione specifica.

Analoga sperimentazione è prevista per le aree del casalese, su cui è imminente la nascita dell’Associazione Fondiaria “Asfodelo”, dove il pascolamento suino sarà finalizzato anche al controllo della vite americana, specie alloctona e infestante.

La durata complessiva del progetto è prevista pari a 27 mesi.

Benefici indiretti

Complessivamente si valuta che le attività svolte nell’ambito del progetto permetteranno di ottenere i seguenti benefici:

  • redazione del piano selvipastorale su un’area di circa 100 ha;
  • pulizia e recupero effettivo di circa 15 ha di bosco;
  • acquisizione di uno specifico know-how per l’attività di pascolamento suino in bosco;
  • output di contenuti scientifici utili allo sviluppo dell’attività di allevamento in bosco anche in altre realtà simili.
  • contenimento dei costi diretti e indiretti alla Flavescenza dorata da parte dei viticoltori;
  • incremento ponderale di suini all’ingrasso.

Assumono poi specifico rilievo, attualmente non quantificabile, le esternalità in termini di riqualificazaione paesaggistica, socio-economica ed ambientale.

  1. Risultati attesi
  • Riduzione dell’infestazione di flavescenza dorata dei vigneti grazie al controllo della vite americana spontanea (funzione ecologica)
  • Recupero della funzionalità ecologica di superfici forestali di importanza ambientale strategica es.: corridoi ecologici, stabilità dei versanti ecc. (funzione ecologica)
  • Aumento del valore paesaggistico, dell’accessibilità e della fruibilità del bosco anche a scopo turistico (funzione sociale ed economica)
  • Aumento della redditività del bosco grazie alla diversificazione dei suoi prodotti poiché l’allevamento permette entrate economiche con tempi di ritorno degli investimenti più contenuti (funzione economica)
  • Aumento nel lungo termine della produttività dei boschi in termini di legna da ardere e da opera (funzione economica)
  • Riduzione nel tempo della popolazione di Scaphoideus titanus Bal. negli areali selvatici e conseguente riduzione dell’uso di insetticidi nei vigneti (funzione ecologica)

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